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IL CONCETTO DI AUTOGUARIGIONE
La migliore definizione della Tecnica Cranio Sacrale che, per
l’esperienza che fino ad ora ho acquisito, mi viene di proporre
è che si tratta di un metodo manuale che sfrutta le
capacità di autoguarigione proprie del corpo umano. Meglio
sarebbe dire “dell’uomo”, poiché l’uomo non è solo corpo fisico.
Noi ne osserviamo gli effetti sulla materia, il fisico, ma non è
detto che il processo origini solo da qui, visto che l’uomo è
anche una realtà pensante e una realtà che prova emozioni.
Dunque ci troviamo di fronte ad un pensiero di questo tipo: il
corpo “sa fare” da solo.
Concetto affascinante tutto da dimostrare e assolutamente
inesistente nella nostra cultura. Facciamo un esempio: se soffro
di mal di testa posso prendere una medicina allopatica od
omeopatica o un prodotto spagirico, oppure vado da un osteopata
o da un chiropratico, o da un massaggiatore o un agopuntore,
comunque sia chiedo aiuto a qualcuno che secondo le proprie
conoscenze interviene dall’esterno e “aggiusta” qualcosa che non
funziona più come dovrebbe.
Tutto giusto, ma se osserviamo il pensiero che sta a monte è che
nel corpo qualcosa non funziona come dovrebbe e non sa più
riaggiustarsi da solo.
Io dico “c’è anche un’altra strada”. L’idea è che il corpo è
vero che in un certo momento non ce la fa più da solo a
correggere dei malfunzionamenti, ma ha ancora in sé forze capaci
di operare che aspettano solo di essere utilizzate, che
aspettano la mano di qualcuno che le metta in funzione, per così
dire.
Ora se questo è vero ci dobbiamo subito chiedere: ma dove stanno
queste forze…nascoste, da dove saltano fuori e, se ci sono,
perché il corpo non le ha utilizzate?
L’unica risposta che posso dare è che non esiste nessuna riserva
segreta, ma ciò a cui si attinge non è altro che “L’AMOR CHE
MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE” (Dante, Par. XXXIII, 145).
Questo per me è il grande mistero dell’autoguarigione. Quello
che noi non conosciamo più, nel senso che in questa epoca di
materialismo ne abbiamo perduto la coscienza, è l’immensa forza
di questa realtà assolutamente spirituale che ci compenetra
completamente. Nel nostro caso che cosa la genera? Per
rispondere a questa domanda devo ritornare per un attimo alla
materia corporea ed alla pura tecnica: all’interno del corpo
tutto è in movimento poiché c’è la vita; le mani possono
percepire quest’attività, ad esempio, osservando il ritmo
cranio-sacrale o il movimento della fascia (non dico che sia
facile, ma è solo questione di allenamento). Prendiamo in
considerazione quest’ultimo Antonio Magrin – 2010 ed osserviamo
che appena l’operatore lo percepisce ha come l’impressione che
la sua mano venga condotta verso un punto dove la fascia
presenta una restrizione, ovvero dove è stata persa la propria
elasticità, un punto che chiamiamo “barriera”.
E’ come se il corpo mi dicesse: “ non spingere, non volere a
tutti i costi superare questo limite. Io so come, quando e
quanto farlo. Quello che ti chiedo, caro operatore, è di
sostenermi, accompagnarmi, non distaccarti con l’attenzione,
soprattutto, lasciami la libertà di fare quello che sono in
grado in questo momento. In altre parole… non fare nulla, solo
osserva, resta con me, amami per come sono e per quel che
posso”.
Domande: chi mi sta parlando? Come fa la fascia a sapere quanto
e in che direzione muoversi? Per rispondere a questi
interrogativi sono per forza costretto a dire che solo una
realtà “spirituale” può avere la completa visione del gioco e la
possiamo chiamare “Io Superiore”.
E proprio in quanto realtà puramente spirituale, è in grado in
ogni istante di riversare nella materia quelle forze capaci di
muoverla, proprio fisicamente, come avviene nella fascia.
Ma quanto la può muovere verso la guarigione? Quanto è giusto
che sia! Ovvero quanto è funzionale al proprio processo di
sviluppo della coscienza.
In altre parole, obbiettivo dell’IO non è la salute così come
noi la intendiamo (star bene per godersi la vita), ma favorire
in tutti i modi un processo di riavvicinamento tra l’IO
Superiore stesso e l’IO inferiore, ovvero l’ego, cioè sviluppare
la coscienza sulla realtà spirituale dell’uomo. Se le cose
stanno veramente così (ma questi sono solo spunti di pensiero
che vanno approfonditi) allora dobbiamo per forza dire che la
malattia non è un nemico da sconfiggere, ma un segno, un
indicatore. Del resto chiediamoci: quale altra possibilità
avrebbe questo IO Superiore di comunicare con noi?
Autore: Antonio MAGRIN, operatore Cranio-sacrale. Si è formato
alla Scuola di Craniosacrale presso l'Istituto Upledger di Palm
Beach (Florida). Ha lavorato a stretto contatto con il Dr.
Upledger, presso la Health Plex Clinic, in un programma di
trattamenti intensivi su pazienti affetti da lesioni al canale
durale e con bambini cerebrolesi. Esercita l’attività
professionale a Padova e Milano. Docente di Tecnica
Cranio-sacrale presso l’Istituto Rudy Lanza. |
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